Osteoporosi, cos’è e come si cura

L’osteoporosi è la malattia alle ossa più diffusa nel nostro paese: colpisce quasi 5 milioni di persone. Oggi capiremo cos’è, come la si individua, i modi per prevenirla, contenerla e e quali sono le cure consigliate.

L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro. Ne riduce la resistenza a causa di una progressiva diminuzione della massa ossea e di alterazioni della struttura del tessuto osseo.

Quest’azione favorisce l’insolito insorgere di fratture da fragilità, l’osso si spezza per traumi che normalmente non dovrebbero portare alla rottura.

Osteoporosi cause e soggetti a rischio

Abbiamo parlato di fenomeno involutivo, dovuto ai naturali processi di invecchiamento, dunque dopo una certa età siamo tutti potenzialmente portati ad ammalarci di osteoporosi.

Altri soggetti a rischio sono coloro nei quali, per cause genetiche, la crescita e il rafforzamento della massa e della struttura ossea non avviene in modo completo. Un esempio è l’osteoporosi idiopatica giovanile (fortunatamente molto rara) colpisce i ragazzini intorno agli 11-12 anni.

Un’altra categoria fortemente a rischio sono le donne. Prima di tutto per un dato fisico: mediamente lo scheletro femminile è più piccolo, più debole e quindi un po’ meno resistente.

Ma il motivo principale per il quale le donne possono essere più soggette a manifestare questa patologia è dovuto alla ridotta produzione di estrogeni come conseguenza della menopausa.

Lo stesso fenomeno si presenta anche in caso di menopausa indotta, ad esempio dalla rimozione chirurgica delle ovaio o dopo trattamenti come la chemioterapia e la radioterapia (quindi in questi casi anche nei soggetti maschi).

Sintetizzando, possiamo affermare che le principali cause possono essere
  • Età avanzata
  • Fattori genetici
  • Sesso femminile
  • Mancanza di vitamina D e di calcio
  • Precedenti fratture da fragilità
  • Eccessiva magrezza, quindi Indice di Massa Corporea (IMC) basso
  • Eccesso di fumo e alcol
  • Sedentarietà

Possiamo dividere l’osteoporosi in due grandi forme: osteoporosi primaria e secondaria.

Nel primo caso il fenomeno è di natura involutiva,principalmente dovuta all’età.
L’osteoporosi secondaria, invece, è dovuta a fattori come malattie, predisposizioni genetiche e può essere trattata con farmaci e processi preventivi o contenutivi, legati ad esempio all’alimentazione e all’attività fisica.

Osteoporosi, la malattia silenziosa senza sintomi iniziali

Un aspetto molto subdolo di questa malattia è la mancanza di effettivi sintomi. Spesso ci troviamo davanti a persone che accusano dolori articolari e affermano che la causa è l’osteoporosi.

In realtà non è così, il sintomo inziale di questa malattia è l’indebolimento e la diminuzione della massa ossea, ma se non si verificano fratture la degenerazione può restare nascosta e invisibile.

Nei casi molto gravi e avanzati le ossa si indeboliscono tanto da fratturarsi “spontaneamente”, senza nessuno motivo apparente, o a seguito di avvenimenti normali come il chinarsi, il sollevare un peso o tossire e starnutire.

Quando l’osteoporosi colpisce le vertebre si manifesta con forti dolori, riduzione dell’altezza, deformazioni della colonna vertebrale e posture alterate.

Per inquadrare meglio il fenomeno l’attenzione va posta sul concetto di “frattura da fragilità”.

Come vedremo più avanti ci sono diversi modi efficaci per diagnosticare la presenza di osteoporosi ma il problema principlae rimane la possibilità riscontrare questa malattia in tempo.

Per questo rotture o dolori delle ossa in condizioni minimamente sospette devono catalizzare l’attenzione.

Un’analisi di eventuali casi di familiarità e una visita di controllo possono preservare da rischi peggiori, scongiurando il rischio di incorrere in situazioni più gravi e difficili da gestire.


Abbiamo detto che le donne sono più colpite degli uomini.

Questo è senz’altro vero, ma la differenza potrebbe essere meno grande di quello che si pensa. Le signore, oltre ad avere in generale più attenzione nei confronti del loro stato di salute, sono più propense al controllo di questa malattia sapendo di avere più possibilità di contrarla, soprattutto dopo la menopausa.

Dunque, spesso le fratture di femore o di polso (le ossa maggiormente colpite da osteoporosi) sono più alte tra gli uomini che hanno la tendenza a sottovalutare il problema.

Come curare l’osteoporosi, prevenzione, alimentazione e cure

L’esame diagnostico specifico per riscontrare segni di osteoporosi è la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), un test importante che può far parte di un controllo medico di routine.

Grazie a questa misurazione della struttura e della densità ossea è possibile:

  • Identificare l’osteoporosi
  • Determinare il rischio di frattura
  • Misurare la risposta ad eventuali trattamenti

In generale è consigliabile a tutti di sottoporsi a questo controllo, soprattutto per le donne dai 65 anni e per gli uomini a partire dai 70, indipendentemente dal sopraggiungere di altri fattori. Ovviamente nelle donne il fattore menopausa incide maggiormente, o come abbiamo già detto, in caso di chemio o radioterapie.

Nel caso in cui la MOC evidenzi forme di osteoporosi è opportuno proseguire con le analisi del sangue e gli esami ultrasonografici.

Negli ultimi anni la medicina ha fatto progressi enormi per poter contenere e controllare l’osteoporosi anche dal punto di vista prettamente farmaceutico. I due tipi di medicinali che vengono principalmente utilizzati si possono suddividere in:

  • Inibitori del riassorbimento osseo
  • Stimolatori della formazione ossea

Per capire il funzionamento di questi due farmaci indispensabili per curare l’osteoporosi è importante ricordare che le ossa sono sempre in continua formazione, fenomeni di distruzione e ricreazione continua rientrano nell’ordinario.

L’età o le altre cause che abbiamo visto squilibrano in rapporto tra la struttura ossa creata e quella distrutta, quindi, con questi farmaci, si riporta equilibrio tra le due fasi. Per questo motivo i trattamenti sono molto lunghi, e possono avere una durata anche pari a tre anni.

Purtroppo in Italia si registra un dato allarmante: la maggior parte dei pazienti non portano a termine la cura, interrompendola in media dopo sei mesi. Un tempo troppo breve per ottenere risultatiti positivi.

 

Quello che possiamo fare ogni giorno per prevenire questa malattia è prenderci cura del nostro corpo.

Prima di tutto partendo dall’attività fisica.

Se nell’età in cui normalmente possono sorgere i primi segni di osteoporosi il nostro scheletro sarà sorretto e protetto da una struttura muscolare adeguata, anche in caso di lievi osteoporosi, ci saranno meno fratture perché l’osso subirà meno pressioni.


Un altro fattore fondamentale è la cura della nostra alimentazione. Assimilare le dosi giornaliere necessarie di calcio è fondamentale per i processi di generazione della struttura ossea.

È importante sapere che la metabolizzazione di molti elementi che servono per sostenere il processo di crescita delle ossa avviene solo in presenza della vitamina D.

Questa vitamina rappresenta un elemento di fondamentale importanza. Analisi accurate per individuare la quantità presente nel sangue possono essere utili per svolgere una buona prevenzione.

In ogni caso anche l’alimentazione ci viene incontro, fornendoci la possibilità di assimilare questo nutriente.

Gli alimenti che la contengono sono:

  • olio di fegato di merluzzo.
  • pesci grassi, in particolare sgombro, aringa, tonno, carpa, anguilla, pesce gatto e salmone.
  • ostriche e gamberi.
  • formaggi grassi.
  • burro.
  • tuorlo d’uovo.
  • funghi (unica fonte vegetale di vitamina D)
  • carne di fegato

Ma ricordiamo che anche il sole ha un compito importante per favorire la sintetizzazione di questa vitamina.

Quindi attività fisica, un’alimentazione corretta e una buona esposizione alla luce del sole sono le migliori azioni che possiamo intraprendere per prevenire l’osteoporosi, ma anche per stare benissimo nell’augurato caso in cui ciò non avvenga.